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Metti una sera di inizio luglio...


Il vino si fa in vigna.


Quella vigna nella quale abbiamo passeggiato fino al tramonto.

Sì, le zanzare c'erano (a frotte), ma c'erano anche le parole appassionate di Denise che ci ha raccontato il suo lavoro, la filosofia e la storia dell'azienda.

Quarta generazione di vignaioli, mica roba da poco.


Se la vigna è un luogo affascinante, con viti che hanno più di settant'anni, la cantina vecchia è un luogo magico. Tre salami appesi al soffitto ne completano la magia.


'Il vino si fa in vigna' è ovviamente anche una filosofia di produzione: Ferretti Vini produce soltanto vini frizzanti biologici.

Una vigna senza chimica, un vino senza chimica. Una gran voglia di sperimentare.

'Rifermentato in bottiglia' è il leitmotiv della serata.

Mi affascina il fatto che ogni anno il vino possa essere diverso, che si possa giocare e sperimentare, cambiando il tempo di permanenza sui lieviti o intervenendo su una delle altre variabili; che il vino sia vivo e legato agli eventi proprio come la nostra esistenza di umani.


Non riesco più ad apprezzare allo stesso modo chi fa un vino sempre uguale a se stesso grazie all'uso della chimica e può per questo infischiarsene delle annate, del clima, perfino del terroir.


Abbiamo assaggiato un'infinità di vini, incluso uno degli esperimenti del papà, e trascorso una splendida serata in un clima familiare e accogliente.

Dello Stropèl di certo non dimenticherò più il nome.


Dopo il bicchiere della staffa avremmo continuato con un altro, un altro e un altro ancora.

Ma dobbiamo proprio andare via?


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