Caffè | coffee

copywriting

Prendete una parola, prendetene due,
fatele cuocere come se fossero uova,
scaldatele a fuoco lento,
versate la salsa enigmatica,
spolverate con qualche stella,
mettete pepe e fatele andare a vela.

Raymond Queneau

Il cibo è un argomento molto in voga, sul web, in TV e nell'editoria. Il food spopola. Tralasciando per il momento gli altri canali e concentrandoci sul web, incontriamo un pullulare di pagine, profili Instagram, Facebook e quant'altro dedicati al cibo.

 

In cosa si traduce questo per chi voglia proporre sul web la sua narrazione di cibo, raccontare i propri piatti, dare visibilità al proprio ristorante, far conoscere le materie prime che utilizza? 

Nella necessità di emergere in mezzo a tanta offerta con dei testi che siano efficaci sia da un punto di vista narrativo (ed evocativo) che da quello strettamente tecnico.

Il modo in cui è scritto un testo può decisamente fare la differenza. Ce lo ricorda il celebre aneddoto del cieco di Seguela*.

I testi devono essere non soltanto soltanto gradevoli e ben scritti, ma anche strutturati secondo precisi meccanismi di comunicazione in funzione degli obiettivi che vogliono raggiungere. Allo stesso tempo dovranno essere efficaci in ottica SEO ovvero contribuire alla tua visibilità sui motori.

Il copywriting richiede tempo e competenze: raccontami la tua cucina e la trasformerò in testi golosi e accattivanti per il tuo sito e per le tue pagine social.

*Si racconta che all’angolo di una via ci fosse un cieco che appeso al collo aveva un cartello con la scritta: “Cieco dalla nascita”. Riceveva poche elemosine. Passò di lì un pubblicitario che gli modificò il cartello. Poiché le offerte fioccavano, il cieco, quando lo incontrò nuovamente, volle sapere cosa avesse scritto. “Il messaggio è lo stesso, ho solo cambiato la strategia di comunicazione” gli rispose il copywriter. “E cosa hai scritto?” domandò il cieco, curioso. “È il primo giorno di primavera e non posso vederlo”. 

Jacques Séguéla

 
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