Cerca

Di incenso, acqua santa e castagnole ripiene

Sì, lo so che siamo in quaresima, Carnevale finito e archiviato e con esso i vari martedì e giovedì grassi pieni di dolci ricchi e goduriosi (e grassi). Ma nel mettere via ho incontrato queste scatto delle castagnole e la loro superficie ammantata di granelli di zucchero mi ha trascinata in un vortice di ricordi.


Un po' come quando si apre un libro, ci si trova dentro un bigliettino con su scritto un nome, un numero di telefono o un indirizzo e-mail e si passano le successive due ore cercando altre tracce di quel personaggio misterioso. Chi era? Dove l'ho incontrato? Troppo sfacciato inviargli una mail per chiedergli:"Scusa, ma tu chi sei?".

Mi è successo tempo fa con un romanzo di Llamazares che non riaprivo dai tempi dell'Erasmus a Madrid: da allora mi interrogo su chi sia quel qualcuno che, nell'affollato crocevia di luoghi e persone di quell'anno, ha vergato il suo indirizzo e-mail con una penna blu su un frammento di quaderno a righe. Non ne sono ancora uscita.

Ma non è questo che volevo raccontarvi, anche perché se mi addentro nelle cacce ai ricordi saltati fuori da libri, cassetti, lettere e armadi, mi sa che arriviamo al Carnevale 2023 senza colpo ferire.

Ho un passato da chierichetta.

Successivamente si è dimostrato che navate, sagrestie e inginocchiatoi non erano propriamente il mio habitat, ma devo dire che da piccola l'odore di incenso, la fiamma tremula delle candele e il coro sommesso delle litanie hanno esercitato su di me un certo fascino.

Il sacerdote del paese, don Barabino (per noi da sempre ' il rettore'), era a suo modo un illuminato: parlava e scherzava con noi ragazzi, ci regalava dei libri, lasciava che rubassimo le ostie non consacrate e il vin santo della liturgia (sì, secondo me lo sapeva) e che facessimo esperimenti da apprendisti piromani con le candele accese dai fedeli.

Ci ho sbruciacchiato più di una giacca.


Ma il momento in assoluto più bello era la benedizione delle case, il rituale che precede la Pasqua e che per noi bambini significava una giornata di bengodi a spasso col nostro rettore per le vie del paese.

La carovana rettore-chierichetti era infatti accolta in ogni casa con un trionfo di leccornie: i paesani si superavano con l'imbandire banchetti da crapuloni, distese di dolci, cibo a profusione, bevande di ogni genere. Un'opulenza degna della Roma imperiale.

Spruzzata l'acqua santa con le formule di rito in ogni stanza della casa, ci si sedeva a tavola, dove ogni famiglia snocciolava le sue specialità: c'era chi imbandiva vassoiate di salumi e formaggi, chi preparava un soffice ciambellone bicolore chi friggeva i bomboloni. Poi c'erano i due appuntamenti più attesi: le maestre Pieri possedevano un attrezzo ai nostri occhi straordinario, la gelatiera, con la quale scodellavano paradisiache porzioni di crema e cioccolato nelle quali non vedevamo l'ora di intingere avidamente i cucchiai.

Una delle ultime case che visitavamo era quella di Annamaria, al Colletto, dove ci aspettavano le castagnole. Arrivati a quel punto avevamo mangiato ogni bendidio...se ci penso mi sento ancora sazia. Tuttavia nel nostro stomaco lasciavamo sempre un posticino per quelle superbe castagnole: frittissime, zuccheratissime, morbide, traboccanti di crema pasticcera al punto che ci avresti fatto a scarpetta.


Quando penso a quei tempi di spensieratezza, gioia pura, pace, mi viene un po' il magone: i bambini che hanno oggi la mia età di allora come hanno vissuto gli ultimi due anni, tra Covid, restrizioni e adesso anche una guerra alle porte dell'Europa? Ma davvero nel 2022 c'è ancora chi crede di poter ottenere ciò che vuole mediante una guerra? Ma davvero siamo pronti a far guerre? A far esplodere bombe, a sparare su qualcuno, a mostrare i muscoli paventando l'uso del nucleare?

Ukraine, be strong!


LA RICETTA


Per le castagnole:

- Uova: due uova medie

- zucchero 50 g

- farina 00: 200 g

- burro: 40 g

- scorza di limone: ½

- liquore all'anice: 10 g

- sale fino: un pizzico

- lievito in polvere per dolci: 8 g

- baccello di vaniglia: uno


In una ciotola versate la farina e il lievito, unite lo zucchero e i semi della bacca di vaniglia, poi le uova e il burro ammorbidito. Grattugiate la scorza di mezzo limone biologico, quindi impastate il tutto.

Aggiungete anche il liquore (se non avete un liquore all'anice (personalmente non lo amo) non disperate: potete usare un qualsiasi altro liquore. Io ho usato il solito ron Zacapa reserva invecchiato 30 anni...sì, non odiatemi: quello avevo.


Quando l'impasto avrà raggiunto una certa consistenza, trasferitelo sul piano di lavoro e continuate ad impastare.


Formate una palla e ricavatene dei bocconcini di circa 20 g l'uno. Date loro una forma rotonda e friggeteli in olio caldo fin tanto che non risulteranno dorate.


Dopo averle scolate potrete farcirle a vostro piacimento, con crema pasticcera, crema al cioccolato, crema di pistacchi...ok, basta così. Vedete voi: saranno comunque fantastiche!


Per la crema pasticcera:

- Latte: 1/2 litro

- zucchero: 150 g

- farina 00: 60 g

- uova: 5 tuorli

- scorza di limone½

- baccello di vaniglia: uno


Portate quasi a ebollizione il latte con la vaniglia e la scorza di limone.

Nel frattempo montate a spuma i tuorli con lo zucchero, incorporate la farina, quindi il latte.


Trasferite in una casseruola e cuocete a fuoco dolce, mescolando di continuo, per circa 10 minuti, fin tanto che la crema non addenserà.



Delle castagnole non si butta via niente: coppa di crema chantilly con croccante di castagnole sbriciolate (ho usato quelle già rotte), nocciole tostate e cioccolato. Per rendere il tutto ancora più goloso, tra i due strati di crema ho aggiunto una riduzione di mirto e zucchero di canna mascobado.


#castagnole #castagnoleripiene #dolcifritti #cremapasticcera #benedizionedellecase #pasqua #inmykitchen #nellamiacucina #foodandmood.it #garfagnana #ricordigarfagnini #makecastagnolenotwar #nomorewar #stopwarinukraine #stopputin





6 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti
logo_TRY_edited.jpg