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E' arrivato!

La mia biblioteca di food photography si è arricchita di una new entry! mi hanno appena consegnato (in anticipo) il libro di Bea Lubas, How to photograph food.



Che fotografiate per passione o per lavoro, dolci ricoperti di panna, trionfi di lasagne, colate di miele, biscottini o pizze margherita, questo libro non può mancare nella vostra biblioteca.

Vi troverete tutto quello che serve per portare a casa un bello scatto di food ovvero una di quelle foto che soltanto a guardarle distrattamente vi fanno aumentare la salivazione e scatenano un'irrefrenabile voglia di assaggiare la golosità così sapientemente ritratta.

Difficile? No, anche se occorre conoscere la tecnica fotografica, allenare l'occhio, imparare qualche regola compositiva e soprattutto provare, provare, provare, senza stancarsi di sperimentare e di mettere se stessi alla prova.

Ma il bello di questo libro è che contiene davvero tutti i fondamentali e li espone in modo chiaro e gradevole, definendo un vero e proprio metodo di lavoro. Bea segnala gli errori più comuni, i trucchi per evitarli, anticipa i dubbi e i quesiti, dà suggerimenti preziosi proprio sugli aspetti più critici della food photography, quelli che chiunque si sia cimentato almeno una volta con uno scatto di cibo non può non aver incontrato.


Allora che aspettate? Manca poco a Natale: nella letterina per il Babbo dalla barba bianca segnate How to photograph food. Non ve ne pentirete. O forse sì, quando vi ritroverete a cucinare per fotografare, fotografare prima di mangiare, fotografare mentre tutti aspettano a forchette sollevate di poter affondare i denti in quella pietanza così succulenta e devono farvi pure da modelli, fotografare prima che il gatto zampetti sul vostro set, fotografare prima che le mani di vostro marito perdano la sensibilità a forza di tenere stretto quel vassoio mentre voi cercate la luce ottimale, distribuire, infine, cibo ai vicini perché avete cucinato e fotografato troppo.


Quindi, rischiando tutto quanto sopra, mi sono fatta questo regalo di Natale, uno di quei regali che uniscono l'utile al dilettevole, verrebbe da dire. Perché How to photograph food di Bea Lubas è un libro bello fin dalla copertina, ben rilegato, ben concepito, ha un buon profumo di carta ed è piacevole al tatto oltre che alla vista. Aprendolo incontriamo una quantità di splendide immagini e, che siano insalate piene di colori, un pane con tutta la sua texture, pasticcini, colate di caramello o sbuffi di panna montata, viene subito voglia di mettersi al lavoro. Non so effettivamente se per scattare o per cucinare e niente più, se con mere finalità estetiche o più prosaicamente mangerecce: di certo le foto di Bea stimolano in modo irreprimibile le papille gustative e non c'è food photographer o aspirante tale che non sogni di riuscire un giorno a fare altrettanto.


tecniche, trucchi, idee, ispirazione, entusiasmo


Non necessariamente in quest'ordine. C'è tutto questo, direi anche di più, nel libro di Bea Lubas.


Da quando mi sono avvicinata alla food photography mi hanno piacevolmente stupita l'elevata capacità e la ferrea volontà da parte dei fotografi di condividere il proprio sapere e di mettersi per così dire a nudo, raccontando i propri errori.

E' vero, non c'è alcun segreto di Stato, nessun ordine corporativo da difendere e probabilmente, a livelli diversi e con finalità diverse, professionali e non, c'è spazio per tutti.

Tuttavia non do affatto per scontato che un professionista sia disponibile a svelare i trucchi del mestiere, sarà perché ho riscontrato che in altri ambiti le cose vanno in modo diverso. E apprezzo oltremodo l'entusiasmo che queste persone mettono e trasmettono nell'insegnare agli altri la gustosa arte della fotografia di cibo.


Bea Lubas esordisce nel suo libro affermando di ritenere che creare belle immagini sia una capacità che chiunque può padroneggiare. E prosegue con un don't wait until you feel ready, volto a spronare coloro che non osano partire per i più svariati motivi: inadeguatezza dell'attrezzatura a disposizione, scarsità di props, di soggetti, di coraggio.

Insomma, una buona iniezione di fiducia, innanzitutto; poi l'invito a non smettere mai di mettersi alla prova con nuove inquadrature, nuove luci, nuovi soggetti e nuove idee creative.


Il libro prende in esame tutti gli aspetti della food photography, da quelli tecnici, esposizione, profondità di campo, lenti, ISO, per citarne solo alcuni, a quelli compositivi, con sezioni dedicate al food styling, al bilanciamento delle immagini, alla teoria dei colori, passando per il processo creativo, inteso anche come attitudine mentale, lo storytelling, infine il fotoritocco.

E' un manuale vero e proprio, ma ha la leggerezza di certi romanzi (stavo scrivendo 'di un romanzo' poi ho pensato a Cent'anni di solitudine).


#howtophotographfood #bealubas #bibliotecafoodphotography #libri #imperdibile #buoneletture


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